Proprio quando tutto sembrava più difficile, quando le gambe pesano per ciò che è stato e la testa per ciò che ancora non arriva, la Varesina ha trovato a Verona, in casa della capolista Chievo, la sua partita più bella. E forse non è un caso che sia accaduto proprio nella panchina numero 400 di Marco Spilli, un traguardo che non chiede celebrazioni, ma pretende sostanza. La sostanza, stavolta, è arrivata.
Fin dai primi minuti la Varesina ha mostrato una qualità che nelle ultime settimane sembrava smarrita: la leggerezza di chi gioca per convinzione e non per obbligo. Ritmo, idee, aggressività: per larghi tratti la capolista ha annaspato inseguendo la velocità di Guri, le invenzioni di Larhrib, la fisicità di Costantino. Un dominio pulito, quasi sorprendente, che però rischiava di sciogliersi nella più classica delle beffe.
È successo, infatti, che dopo un’ora di occasioni costruite e non capitalizzate, fosse il Chievo a trovare il gol. Una di quelle reti che in un momento complicato piegano le gambe, svuotano i polmoni e lasciano andare via tutto. Ma non questa volta. Non in questa partita. Non in questo anniversario.
La Varesina, invece di crollare, ha reagito come se quel gol fosse una provocazione personale. Ha giocato con una maturità nuova, con una fiducia che sembrava perduta. E grazie alla tenacia di Guri e alla zampata mancina di Cavalli, ha trovato il pareggio che ha riaperto tutto. Pochi minuti dopo è arrivata la rete decisiva di Dennis Costantino, opportunista come sanno esserlo gli attaccanti che ci credono anche quando il fiato è poco e la storia della partita dice altro.
Il finale è stato un lungo esame di resistenza. Una traversa, un miracolo di Lorenzi, qualche pallone buttato via dalla tensione. Poi il fischio. E quell’immagine che resterà: l’abbraccio di un gruppo che c’è e che crede che la stagione può svoltare davvero.
A Verona la Varesina non ha semplicemente vinto. Ha ricordato a sé stessa chi è. La strada resta lunga. Ma da qui, finalmente, si può tornare a camminare. Con cuore, con eleganza, con quella forza che solo le squadre risorte sanno mostrare. Come fenici, appunto.
Il tabellino
Chievo – Varesina 1-2 (0-0)
Chievo: Tosi, Ugge, Polenghi (18’ st Steffe), Costantino, Jassey, Trillo, Zuddas (18’ st Prandini), De Cerchio, Baschirotto (39’ st Visinoni), Napoletano (18’ st Ischia), Paloschi. A disposizione: Napoli, Signorini, Bortolussi, Rassat, Turano. All: Cacciatore
Varesina: Maddalon (28’ st Lorenzi), Pirola (1’ st Valisena), Caverzasi (49’ st Chiesa), Cavalli; Miconi, Grieco, Andreoli, Vaz; Guri, Costantino, Franzoni (11’ pt Larhrib). A disposizione: Rosa, Ornaghi, Testa, Camarlinghi, Baud Banaga. All: Spilli
Arbitro: Federico Bruschi di Ferrara (Bignuculo di Pordenone e Lendaro di Pordenone)
Marcatori: st 25’ Costantino R. (C), 32’ Cavalli (V); 36’ Costantino D. (V)
Ammoniti: Ischia (C), Costantino (V)
Espulsi: nessuno
Note: campo sintetico, circa 400 spettatori. Recupero: 2’ + 4’
