La sfida con il Varese non è stata una semplice partita, non è stata una semplice vittoria.
É stata una di quelle giornate che si aspetta per tanto, con quel mix speciale di emozioni, tra voglia, tensione, un pizzico di paura, quella bella che ci tiene vivi, un po’ di sogni a occhi aperti, quelli che ti fanno immaginare di finire col sorriso.
Basta uno sguardo alla tribuna, che piena è sempre più speciale. Basta uno sguardo al campo, che è talmente bello che ti viene voglia di entrarci solo a guardarlo. Basta vedere gli occhi di chi sta entrando in campo, per capire che, no, non è solo una partita.
Pronti via e non si comincia bene, un po’ tesi forse, un po’ contratti, un po’ con quella pressione che nella testa ti dice “Oggi non possiamo sbagliare”, che è esattamente il motivo per cui poi sbagli. Un po’ di assestamento, ma il motore sembra non partire, poi lo schiaffo che ti risveglia. Il gol del Varese che in un attimo, come una secchiata di acqua gelata riattiva i circuiti, ti dice che non è più il momento di aspettare. Reagire.
E da lì, inizia un’altra partita. Quella della voglia, quella della qualità, quella delle belle combinazioni. Maspero-Banfi-Franceschinis-Banfi-Tentoni. Et voilà. L’1-1 è servito, ed è bellissimo. A qualcuno viene in mente un derby di 4 anni fa. Iniziammo male, poi pareggiò il nostro numero 8, finì benissimo.
Il volume dell’audio della tribuna si alza, la partita diventa bella. Ogni momento, ogni chiusura, ogni corsa, ogni tiro è accompagnato da applausi e urla di approvazione. “Sì, ora stiamo facendo bene”.
Quando Banfi, orienta quel controllo al limite dell’area di rigore, si trattiene il fiato, forse qualcuno dei nostri avversari sa già come andrà a finire, o meglio, dove andrà a finire quel pallone e forse, nel profondo, lo sappiamo anche noi. Bum. Boato. Vero. Che gol, siamo avanti.
E adesso? Bisogna soffrire. “No, oggi no, oggi la portiamo a casa noi”.
Franceschinis e Dani Ramirez sono appena arrivati, ma sembra che abbiano già capito tutto. Lo spagnolo lancia, il nostro nuovo attaccante corre, come ha fatto per tutta la partita, sterza, scappa, calcia. Il finale già lo sappiamo. É ancora boato. Via la maglia. Che belle sono queste domeniche.
Una Squadra con la S maiuscola, guidata da uno Staff con la S maiuscola e una Società che fa 3 su 3 a livello di S maiuscole.
Questa non è stata una semplice partita, non è stata solo una vittoria. Ripartiamo, da qui, senza più voltarci indietro.
Il tabellino
Varesina – Varese 3-1 (1-1)
VARESINA (4-3-1-2) Profeta; Azzali (1’ st Grassi), Tomas, Ferrante (36’ st Ornaghi), Bolis (20’ pt Martinoia); Maspero, Grieco, Tentoni (30’ st Dani Ramirez); Bianchetti (1’ st Polenghi); Banfi, Franceschinis. A disposizione Poletto, Manicone, Opoola, Ostuni. All Angellotti
VARESE (4-3-3) Mangano; Dodaj (28’ st Castellucchio), De Ponti, Bruzzone (46’ st Costante), Berbenni; Malinverno, Piantoni (20’ st Sovogui), Beretta; Favale, Barzotti, Ndagijimana (28’ st Gallotti). A disposizione Miglierina, Zaffanelli, Carbone, Del Signore. All Ciceri
Arbitro Bonaventura Corti di Prato (Masciello di Ravenna e Dellaquila di Barletta)
Marcatori p.t. Barzotti 14’, Tentoni 28’; s.t. 23’ Banfi, 47’ Franceschinis
Note Ammoniti Beretta, Dodaj, Bruzzone, Franceschinis
Angoli 4-3 Recupero 2’+5’
